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Illuminare le storie

Il set fotografico di "I light U" è installato proprio alla fine del corridoio che collega la stazione di Porta Venezia della linea 1 della metropolitana al Passante ferroviario. Ci sono le luci, le macchine fotografiche, la gente si ferma, qualcuno accetta di farsi fotografare e mentre il fotografo scatta, inizia a raccontare il suo viaggio: arrivo dal lavoro, sì lavoro in uno studio legale ma mi annoio e di sera faccio l'attore in una compagnia, è quello il mio sogno; io lavoro in un negozio di articoli di bellezza, io faccio i mercatini con gli anelli e i bracciali tradizionali che produco a casa e sto tornando ora da Brescia, io invece arrivo da casa, sai abitiamo in quattro, siamo tutti studenti fuori sede e ora sto andando a fare ripetizione a un bambino bravissimo ma sempre solo così gli faccio da baby-sitter, io sto andando a fare shopping, io a seguire una lezione di design, vengo dalla Cina e voglio diventare stilista, io invece aspetto i miei nipoti: li ho portati qui perché preparano una coreografia di ballo per Natale; ballano tutti i sabato nei corridoi della metropolitana assieme ad altri ragazzi filippini. 
E mentre ognuno si racconta, i fili dei percorsi si disegnano su una mappa immaginaria e infinita.


Enlighten the stories
The photo shoot of "I light U" is placed at the very end of the corridor that connects the Porta Venezia Station, Line 1 of the underground, to the Passante railroad. There are the lights, the cameras, the people stop, someone agrees to be photographed and while the photographer shoots, he starts telling his journey: I come from work, yep I work in a law firm but it’s boring and in the evening I play as an actor in a acting company, that is my dream; I work in a cosmetics shop; I work at street markets selling traditional rings and bracelets that I produce at home and I am now returning from Brescia; I come from home, you know, there are four of us, we all are resident students... now I'm going to tutoring a very good child always alone, so I use to babysit; I'm going shopping; I am going to follow a design class, I come from China and I want to be a fashion designer; I’m waiting for my grandchildren: I brought them here here because they are getting ready for a Christmas dance choreography, they dance every Saturday in the subway corridors all together with other Filipinos.
And while everyone tells his story, the threads of their paths draw on an imaginary and infinite map.










Un riflesso dentro un riflesso



Capita a volte di stupirsi della vita che ci scorre accanto senza che, solitamente, ce ne accorgiamo. Succede soprattutto nei luoghi di passaggio: le stazioni dei treni, gli autogrill. Un volto, un gesto subito svanito ci colpiscono e risvegliano una nostalgia preventiva per qualcosa che in fondo non abbiamo davvero conosciuto, abbiamo solo intravisto. E quell'attimo di consapevolezza forse ci ricorda che non possiamo davvero trattenere nulla, che la memoria stessa è un riflesso dentro un riflesso. Oppure è un'immagine conservata e questo è uno dei modi in cui la fotografia può esserci utile: non per illuderci di trattenere ma per ricordarci che non possiamo mai farlo  del tutto.

(colonna sonora consigliata)

It happens, every now and then, to be amazed by the life that flows by without we even realize it. It mostly happens in places of passage: train stations, motorway services. A face, a gesture suddenly gone, it immediately strikes us and then rouses a prior nostalgia for something that we did not experience; we have just glimpsed. And that moment of awareness perhaps reminds us that we really cannot hold anything back, that the very same memory is a reflex in a reflex. Or, maybe, it is an image that has been preserved and this is one of the ways in which photography can be useful: not to pretend to retain but to remind us that we can never do it completely.

(Suggested soundtrack)

Il fantasma delle foto scartate

Di ogni passante che ci regala la sua storia di viaggio e il suo ritratto scattiamo decine di foto. Ma poi le foto vanno selezionate per l'esposizione: bisogna individuare per ogni passante la foto migliore, la più interessante, quella che racconta meglio, la più riuscita, soprattutto la più coerente con l'idea del progetto. Come si fa? Alla vecchia maniera: intorno a un tavolo al baretto del cinema Beltrade a discutere. A volte si va a colpo sicuro, altre volte invece è un'operazione assai complicata. Semplicemente ce ne sono troppe e in ognuna qualcuno vede qualcosa. Moltiplicato per centinaia di foto. E il momento della mostra si avvicina! A qualcuno potrebbe anche venire il mal di testa.

Melania and friends


Quando un gruppo di fotografi milanesi incontra un gruppo di fashion designer napoletani, il gruppo di fotografi milanesi è un gruppo di fotografi morto.

When a bunch of photographers from Milan meets a bunch of fashion designers from Naples, the bunch of photographers from Milan is a dead bunch of photographers.



Bonsai fridge poetry machine


Certi incontri aprono il cuore, altri invece spaccano la testa. Ci abbiamo messo mezz'ora buona per riuscire a capire cosa sta costruendo Tiago, studente Erasmus portoghese in Italia da quattro mesi, al Politecnico di Milano, sezione design, per il suo progetto finale del terzo anno. Sempre ammesso che l'abbiamo capito. Alla fine, dopo improbabili spiegazioni trilingue, illustrazioni di schemi ed estrazione di materiali plastici da enormi sacchi, siamo giunti a questa sintesi: «È una camera frigorifera per alimenti da asporto a forma di bonsai: un sistema modulare fatto il polietilene e metallo. Ci sarà una base in cui è installato il frigorifero, poi una piantana e dei rami/braccia su cui saranno collocati dei sistemi di packaging di mia progettazione utilizzabili per il sushi da asporto». O qualcosa del genere. Tiago era così appassionato nel racconto del suo progetto che non ha esitato a spiegarci che sta lavorando in collaborazione con un altro studente perché «come sosteneva Kropotkin, grande anarchico russo, la cooperazione è fondamentale per l'evoluzione della specie. Ad esempio io sono bravo in una parte, il mio collega in un’altra e insieme ci integriamo e il progetto viene meglio». 
Tiago, grande poeta del frigo.


Some encounters open the heart, others split your head. We spent a good half hour to figure out what Tiago is building for his final project of the third year: he’s Portuguese Erasmus student in Italy for four months, at the Politecnico of Milan, design section. At least that’s what we’ve understood. At the end, after unlikely multilingual explanations, illustrations, diagrams and plastic objects pop out of a huge bag, we have come to this summary: "It is a refrigerator in a bonsai shape, for takeaway food: a modular system made of polyethylene and metal. There will be a base where the refrigerator is, then a trunk and branches / arms on which the packaging systems, of my personal design, will be placed and used for takeaway sushi storage." Or something like that. Tiago was so passionate in telling his project's story, he did not hesitate to tell us that he’s working in collaboration with another student, because "as Kropotkin argued, great Russian anarchist, cooperation is fundamental for the evolution of the species. For example, I'm good in one thing, my colleague in another, and together we integrate ourselves and the project comes better. "
Tiago, the great poet of the fridge.





Cose importanti che forse non avevate notato

Important things that maybe you had not noticed

Chi si può incontrare un giorno qualunque nel Passante di Porta Venezia? 
Ad esempio sabato scorso.

Who you can meet any day in Passante Porta Venezia?
For example, last Saturday.

Simpatici intervistatori e fotografi molto professionali 
(come Anna, fotografa di passaggio, per una volta dall'altra parte dell'obiettivo).

Nice interviewers and very professional photographers.
(Just like Anna, a photographer passing by, for once on the other side of the lens).

Passanti che tornano da sfilate e regalano un po' di tempo per un nobile scopo
(come Mimì, l'economista di Belgrado rapita da Milano).

People returning from fashion shows and willing to give a bit of time for a noble purpose.
(Mimi, the economist from Belgrade kidnapped by Milan).

Passanti che fotografano altri passanti (come Alessandro, che da ragazzo di Carbonia 
ha realizzato qui il suo sogno di lavorare nel campo della moda)

Passers-by that take picture of other passers-by. (Like Alexander, raised up in Carbonia,
who was able to make his dream come true and work in Milan in the fashion business)
E vengono a loro volta fotografati.

No one can hide from the light here!

Altri intervistatori, più accigliati, o intimiditi da passanti che hanno fretta 
(come Serena, che deve correre da un'amica).

Other interviewers, more sullen, or intimidated by passers-by in a hurry.
(Like Serena, who has to run to a friend).

Sbobinatori infreddoliti.

Shivering transcribers.

Splendidi giovani sorridenti che arrivano da molto lontano, come Liu e Wu, un'aspirante designer e una guida turistica.

Beautiful smiling young people who come from far away, as Liu and Wu: an aspiring designer and a tour guide.


Dolci maestre in pensione che oggi vanno al cinema, come Mariella.

Sweet retired teachers who are going to watch a movie today, like Mariella.

E alla fine si può scoprire che scrivere poesie, e tenerle in tasca,
è un'attività ancora diffusa (grazie Pino).

And in the end you may find that writing poems and keep them in your pocket,
is still a widespread activity (thanks Pino).